TANTA SALUTE IN CHICCHI

 una donna che mangia una ciotola di riso  Riso “in bianco”per risolvere mille piccoli problemi alimentari; il merito va all’amido e alla sua rapida digeribilità.  Sarà forse per quel suo deciso nitore, un po’ medicale, o per l’aspetto pastoso, che la sua stessa acqua di cottura, così ricca di amido, gli fa assumere, ma di certo il “riso in bianco” ha per tutti, inRiso e salsa di pomodoro Occidente oltre ai Paesi del Sol Levante, il valore di “cibo terapeutico”, vera manna per stomaci affaticati e intestini in rivolta, antidoto a nausee di natura non ben identificata, malesseri da infreddatura, preludi di influenza e persino, in molti casi, a “paturnie” e malumori/ Insomma, quando si ritiene che il; solito regime alimentare a base di cibi che piacciono non possa più soddisfare le esigenze di un disagio emergente, o si ricMensa con pitto di risoorre alla “minestrina”, o si punta decisamente sul riso.

   L’immagine “salvifica” di questo cereale (che, a differenza del grano, non contiene glutine e risulta  utile, quindi, anche nei casi di celiachia e di malassorbimento), oltre a un grosso credito nell’immaginario collettivo, ha al suo attivo più di un riscontro scientifico: è, infatti, innanzitutto, un alimento facilmente digeribile, preziosa fonte di carboidrati e proteine vegetali, senza dubbio meno affaticanti sulla funzione renale, rispetto a quelle animali. Inoltre, l’assenza di fibre non integrali e di grassi, nonché la capacità assorbente, dovuta alla presenza di amido rapidamente digeribile, fanno del riso un alimento adatto alla dieta di chi soffra di patologie intestinali (occa­sionali come una diarrea, o croniche, come l’ulcera) nonché di chi abbia subito un intervento chirurgico intestinale.Riso con curry

La carenza, invece, di aminoacidi essenziali, quali la lisina e il triptofano, fondamentali per la for­mazione delle strutture organiche, richiede un abbinamento del riso con i legumi, che, con ottime caratteristiche nutrizionali, compensano tale mancanza (risi e bisi, minestrone di riso e legumi, riso e ceci, sono solo alcuni degli abbinamenti più completi).  Discorso a parte merita il riso integrale, la cui cuticola, presente fino a quando il riso compare nel piatto, è fonte interessante di vitamine del gruppo B, mentre la carenza di aminoacidi riguarda solo la lisina. Per questa maggiore ricchezza, i vegetariani, specie i più stretti, consumano in prevalenza riso integrale, abbinandolo a soia o alghe, per tamponarne le carenze vitaminiche e proteiche.

  ris giapponese con curry Uniche controindicazioni, invece, a un consumo abituale di riso sono per chi soffra di diabete (in questo caso meglio la pasta, perché ha un indice glicemico più basso e viene assimilata più lentamente, evitando bruschi rialzi glicemici) e di stipsi cronica (per l’eccesso di assorbimento dei liquidi e dei gas intestinali che ne conseguirebbe). Controindicati pure gli eccessi: limitare la propria alimentazione al solo riso, anche se integrale, ha portato in passato alla perniciosa malattia nota come beri-beri, che si combatte assumendo legumi e carne.

   Non mancano, tuttavia, in tempi più recenti, esempi di diete ristrette al consumo prevalente di riso: è il caso del Rice Diet Program, proposto Riso in bianco con bacchettedal Duke University Medicai Center, di Durham, nel North Carolina. Qui, i pazienti, sotto rigoroso controllo medico (e con degenza obbligatoria) sono sottoposti a un regime alimentare ipocalorico (700 Kcal al giorno) a base di solo riso e frutta. I risultati? Calo ponderale, valori pressori e di colesterolo in discesa. Questa dieta, come le ipocaloriche sotto controllo medico, può dare risultato se seguita per brevi periodi da soggetti con particolari esigenze (come ragazzi in crescita, gestanti o convalescenti). Il riso, in questi casi, svolge un’utile funzione saziante e può rappresentare una buona fonte energetica: l’amido, infatti, va a reintegrare la riserva di glicogeno, che da tono ed energia.

    Dal “riso in bianco” al “Rice dietprogram”, il ruolo salutistico del riso, dunque, spazia a 360°. A chi, invece, meno ambiziosamente, inserisce il riso nella dieta con tranquilla periodicità, perché ne ha un’immagine di “cibo buono” che “piace”, è giusto ricordare che molto del valore salutistico è condizionato da cotture e condimenti: meglio riso pilaf, dunque, e cotto a vapore piuttosto che lessato (per non perderne l’amido in cottura); ottimo anche quello in risotto, ma attenzione: senza troppo burro per mantecare! Cuocere sempre  con poca acqua facendola assorbire dal riso.