Curiamoci con le piante. Pungente sui campi, gustosa in cucina, meglio ancora se usata per star bene. L’ortica può aiutare a ripulire reni, erbe di campo, orticacircolo e vescica.  L’ortica è un vegetale spontaneo, si trova preva­lentemente nei terreni grassi e fertili, sul bordo dei ruscelli o accanto ai recinti. Le foglie sono ricoperte di peluria pungente e dal­la consistenza spessa e ruvida. Lontana parente della menta, l’ortica è una miniera di sostanze astringenti e tonificanti. Ricca di principi nutritivi a lento rilascio, agisce da “spazzino” naturale dei residui metabolici nell’organismo mentre, attra­verso le radici, apporta così tanti nutrienti alla terra che mettiamo nei nostri vasi da poter sostituire il concime di origine animale.

  Punge ma aiuta. La pianta dell’ortica ha molte proprietà in fitoterapia. Una delle più importanti ne fa un buon antinfiammatorio in generale su diversi organi: la sua azione assomiglia un po’ a quella di un antistaminico, come se le sostanze interne della foglia “compensassero” quelle urtanti che. si trovano fuori. Contiene fitosteroli, acidi triterpenici, lignani e fenilpropani. Migliora la funzionalità della prosta­ta e contrasta l’alopecia, poiché inibisce l’enzima 5-alfa-reduttasi. Inoltre è uno dei rimedi più po­tenti per chi soffre di cattiva circolazione, perché stimola la diuresi. se hai edemi diffusi e soffri di ritenzione idrica consuma quotidianamente una tazza di tisana d’ortica.  L’ortica è di eccezionale interesse per le cistiti (infezioni alla vescica), le problematiche prostatiche, le infiammazioni delle basse vie urinarie in generale. La foglia è ben nota come un toccasana: oltre a favorire lo svuotamento completo della vescica cioè a espellere i batteri patogeni, facendo pulizia, aiuta a risolvere questi problemi per le proprietà antinfiammatorie e sti­molanti del sistema immunitario. 

 La radice in combinazione con un altro fitoterapico, una piccola pal­ma originaria della Florida, detta Serenoa repens o Sabal serrulata, è risultata efficace  quanto il farmaco attualmente più usato per l’Ipertofia Prostatica, la finasteride, senza però averne gli effetti collateralitisana di ortica

In cucina più facile a farsi che a dirsi. Le sommità floreali essiccate di ortica possono essere utilizzate per la preparazione di un infuso utile per coloro che soffrono di carenza di ferro, a cui nello stesso tempo è possibile consigliare un aumento del consumo di spinaci e di legumi, accompagnati da fonti di vitamina C, come carote, kiwi, agrumi e spremute d’arancia. Per la preparazione dell’infuso è sufficiente lasciare riposare un cucchiaino di fiori essiccati di ortica in un bicchiere contenente 250 ml di acqua bollente. L’infuso dovrà essere filtrato e lasciato intiepidire prima di procedere al consumo. 

 Nelle preparazioni culinarie è sufficiente sbollentare le foglie di ortica per pochi minuti, per poterle in seguito sminuzzare ed utilizzare come ingrediente per la normale preparazione di risotti, minestroni, zuppe, vellutate e torte salate. Le foglie di ortica lasciate intere possono essere impiegate per la preparazione di piccoli involtini, da riempire, ad esempio, con dell’orzo lessato. Insieme a patate lessate schiacciate e erbe aromatiche, le foglie d’ortica tritate possono costituire il ripieno per degli ottimi ravioli caserecci.

Diversamente usata. Un’antica credenza vuole che tenerla in mano infonda coraggio. Gli antichi Germani, prima di conoscere la lana o il lino, filavano l’ortica e nel corso dei secoli quest’erba è stata alimento (per i gourmet lo è ancora oggi), foraggio, tintura verde e gialla e rimedio per molti mali, dello spirito e del corpo

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