Moto è la raccomandazione che sempre va a braccetto con  dieta, quando si vuol dimagrire. L’esercizio fisico (anche semplicemente camminare) è un toccasana in generale, e non c’è volta che non ci venga ricordato: ora uno studio, condotto sui topolini, ci spiega in dettaglio perché muoversi sia così importante quando vogliamo mantenere il peso forma.  La ricerca è stata realizzata da Paul MacLean dell’università del Colorado ed è uscita sull’American Journal of Physiology ; protagonisti, alcuni topolini geneticamente modificati con la tendenza a diventare obesi.

movimento di coppia  Nelle prime 16 settimane di vita, gli animali erano tenuti sedentari e seguivano una dieta ricca di grassi senza alcuna limitazione; poi sono stati messi a dieta stretta per due settimane, durante le quali hanno perso il 14 per cento del loro peso grazie a un’alimentazione ipocalorica e a basso contenuto di grassi. Per altre otto settimane, grazie a una dieta bilanciata, gli animali hanno mantenuto il «peso forma» raggiunto. A questo punto però metà continuavano a essere sedentari, gli altri, ogni giorno, passavano un po’ di tempo su un mini-tapis roulant. Durante le ultime otto settimane dello studio, i topolini hanno continuato nelle abitudini acquisite, ma la loro alimentazione tornava libera e potevano mangiare quanto volevano (ma i cibi erano comunque a basso contenuto di grassi).

   Chiari i risultati: gli animali che avevano fatto esercizio fisico riprendevano meno peso quando non erano più a dieta controllata, e avevano in media un peso corporeo minore rispetto ai sedentari. Durante la giornata, i topi sportivi bruciavano prima i grassi, e solo dopo i carboidrati; i sedentari invece tendevano a bruciare i carboidrati accumulando i grassi in depositi di ciccia, accantonando, perciò, un maggior numero di calorie (occorre meno energia per metter da parte i grassi rispetto ai carboidrati). Per di più, bruciando in fretta i carboidrati si riaffacciava prima lo stimolo della fame: non a caso i topi sedentari avevano un appetito maggiore rispetto agli altri.

  CELLULE DI GRASSO «Favorire il consumo dei grassi anziché dei carboidrati per produrre energia significa ridurre l’appetito e immagazzinare una quantità inferiore di calorie – scrivono gli autori –. Inoltre, abbiamo scoperto che l’esercizio migliora il bilancio fra energia introdotta e quella consumata e anche, sorprendentemente, previene l’aumento delle cellule di grasso che si osserva quando i topolini ingrassano di nuovo, nel periodo in cui non stanno più a dieta».

  I ricercatori dicono “sorprendentemente” perché finora si è sempre supposto che il numero di cellule di grasso fosse in qualche modo geneticamente determinato e non modificabile dalla dieta o dallo stile di vita; MacLean e i suoi collaboratori hanno invece scoperto che, durante la fase in cui gli animali non sono più a dieta e tendono a rimettere su peso perché sedentari, compare una nuova popolazione di piccole,  nuove cellule di grasso. «Queste cellule non solo accelerano l’aumento di peso, ma aumentano anche la capacità di immagazzinare grasso nell’addome. E spiegano perché i topini sedentari, quando non sono più a dieta, non solo tornano al loro peso iniziale, ma lo superano», dice MacLean.

  MODELLO Il dato è nuovo,  ma è però sicuro che l’esercizio fisico  è un elemento primario per una dieta di successo. Gli effetti sono fisici, perché appunto si bruciano prima e di più i grassi e, a livello cerebrale, perché si riduce il senso di fame. Si potrebbe eccepire che si tratta di studi fatti sui topi, che quindi hanno poco a che vedere con noi: in realtà non è così e gli animali da esperimento sono un ottimo modello per studiare l’argomento. «Gli animali mangiano seguendo segnali fisiologici che sopprimono l’appetito o lo aumentano; questi segnali sono più deboli nell’uomo, perché in noi il consumo di cibo è influenzato da innumerevoli fattori psicologici, cognitivi e legati allo stile di vita – ricorda MacLean –. Dopo una dieta però i segnali fisiologici tornano ad avere importanza anche nell’uomo: essere sempre affamati è uno dei tipici problemi che si verificano dopo un regime dimagrante, portando spesso al recupero del peso perduto. Tante persone, infatti, non riescono a ignorare il segnale fisiologico della fame e in poco tempo riprendono i chili che avevano tanto faticato a perdere». Chi ce la fa, spesso ci riesce proprio grazie all’attività fisica: secondo il National Weight Control Registry statunitense; chi mantiene il peso raggiunto dopo una dieta, infatti, non è quasi mai sedentario. E il lavoro degli americani spiega perché: muoversi in qualche modo modifica la fisiologia in modo positivo, portando al consumo maggiore di grassi e riducendo l’appetito.

Elena Meli