giovane donna che mangia spaghetti Mangiare meno fa dimagrire? Non sempre. Un altro mito da sfatare, o, meglio, una strategia che è meglio non adottare è quella di “Mangiare meno per dimagrire” Come mai? Perché anche se ridurre le calorie fa effettivamente sparire rapidamente i chili di troppo, è molto probabile che i chili in questione si ripresenteranno, con gli interessi, quando si ricomincerà a mangiare come al solito. È il celeberrimo effetto yo-yo, conseguenza di diete drastiche ma non continuative: nel 2002 quasi 231 milioni di europei hanno tentato qualche forma di dieta, ma risulta che solo l’1 per cento di loro abbia poi mantenuto gli obiettivi raggiunti. Il nostro organismo infatti mette in atto una serie di meccanismi per tornare al peso precedente alla dieta, tra cui un abbassamento del metabolismo e un costante aumento del senso di fame.

  Queste “furbizie” hanno a che fare con l’evoluzione e l’istinto di conservazione: “mettere donne curvilineegrasso in cascina” per i nostri antenati era necessario per sopravvivere. Recenti studi hanno svelato ora che questi meccanismi chiamano in causa anche il microbiota (l’insieme dei batteri che albergano nel nostro intestino). Se si mangiano, per esempio, troppi cibi raffinati, quindi poveri di fibre, o troppe proteine animali e troppi grassi saturi, le popolazioni di batteri che avranno la meglio nel nostro canale alimentare saranno quelle che appartengono alla categoria dei cosiddetti “risparmiatori”, e quindi sarà più difficile perdere peso.

  Una ricerca israeliana puragazza che ha famebblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature ha indicato che questa composizione sfavorevole del microbiota può rimanere invariata anche per anni, perché ci vuole molto tempo per cambiare il tipo di popolazioni batteriche che abitano nel nostro intestino. L’unico modo per scongiurare questo rischio è seguire una dieta variata. Quindi, se si vuole perdere peso, piuttosto che improvvisare una generica dieta restrittiva, meglio programmare un piano alimentare con l’aiuto di un esperto nutrizionista, su misura e più facile da rispettare, così ci saranno meno rischi di abbandonarlo dopo un mese e di ritrovarsi addosso i chili che si erano persi.

  Un altro errore che si può fare per ritrovare la linea è quello di diventare di punto person che cammina in frettain bianco vegetariani. Se lo si fa per dimagrire meglio essere consapevoli che la cosa non si traduce automaticamente in uno “smaltimento di ciccia”, dal momento che togliere le proteine animali dalla dieta non induce per forza a diminuire l’apporto calorico generale.   

   Quindi che resta da fare oltre che consultare un esperto? Fare sport: muoversi, camminare, fare le scale, andare in bicicletta ecc.. Però, anche in questo caso, meglio sapere che quando si inizia a fare sport all’inizio spesso si guadagnano chili per due motivi, perché si mettono su muscoli che pesano più del grasso, e perché, magari, si indulge in comportamenti compensativi. Uno studio pubblicato su Medicine & Science in Sports & Exercise ha però dimostrato che quando si inizia un allenamento il corpo aumenta la produzione di ormoni che stimolano l’appetito. Infine ci può essere la tendenza a muoversi complessivamente meno nei giorni in cui ci si allena. Questa reazione è definita “inattività compensativa” perché ci si sente “a posto con la coscienza”. La parola d’ordine, anche in questo caso, è gradualità: meglio muoversi un po’ di più tutti i giorni piuttosto che allenarsi strenuamente due volte a settimana.

One Response to “ Mangiare meno fa dimagrire? Non sempre ”

  1. Più che mangiare meno io ho iniziato a mangiare diversamente. Con i pasti sostitutivi Herbalife ho tutti i nutrienti che servono al mio organismo per avere energia e vitalità con poche calorie. E cucino solo una volta al giorno, ma cose sfiziose e gustose.

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