Mangiare biodiversità difende il futuro del pianeta. Nel Tirolo austriaco c’è un istituto agapicolturarario fondato più di 100 anni fa che, alla sua fondazione, ha raccolto campioni di tantissimi tipi di miele prodotti in quel territorio. Ebbene, analizzando oggi questi campioni, dato che in ogni miele si trovano anche i diversi pollini, si è scoperto che nel corso di un secolo un 50% di questi pollini e quindi delle piante da cui vengono è andato disperso, non c’è più.

  L’esempio di quanto accaduto in un territo­rio tra i meno contaminati e inquinati d’Eu­ropa come il Tirolo, ci pare un buon punto di partenza per ragionare sulla biodiversità e sulla straordinaria importanza di questo termine, che più o meno tutti abbiamo sentito, ma al quale spesso non si presta la dovuta at­tenzione, come se i problemi della biodiversità non fossero legati alla nostra vita quotidiana, alle scelte che tutti compiamo e al futuro del pianeta.

  Il concetto di biodiversità è direttamente legato alla enorme perdita di biodiversità che si sta registrando nel corso degli ultimi decenni.  Colpa di calamità ed eventi naturali, ma colpa soprattutto dei cam­biamenti indotti dall’uomo, dal taglio coltivazione naturaleindiscriminato delle foreste all’ampliamento delle aree urbane, al prelievo di risorse naturali per le più disparate esigenze alle modifiche del clima. Sui danni già subiti e sulle ulteriori minacce al patrimonio della biodiversità esistono montagne di dati. Uno dei simboli è la famosa Red list (cioè la Lista rossa) realizzata dall’Iucn (Internatio­nal union for thè conservation of nature) che segnala tutte le specie che, con gradi diversi, sono a rischio di scomparsa. Ebbene, a fine gen­naio la Lista rossa mondiale comprendeva ben 85.604 nomi, tra mammiferi, pesci, molluschi, piante, insetti e altro. Ovviamente questo stermi­nato elenco indica ciò che è oggi a rischio, a cui c’è da aggiungere l’enorme quantità di biodiversità che si è persa (soprattutto) nel corso degli ultimi decenni.

.L’Ispra stima che ogni giorno scompaiano circa 50 specie viventi. L’estinzione è un fatto natura­le, che si è sempre verificato nella storia della Terra. Mediamente, una specie vive un milione di anni. «Il problema però è che attualmente la biodiversità si riduce a un ritmo da 100 a 1000 volte più elevato rispetto al ritmo “naturale”, Questo fa ritenere che siamo di fronte a un’estinzione delle specie superiore a quella che la Terra ha vissuto negli ultimi 65 milioni di anni, persino superiore a quella che ha segnato la fine dei dinosauri».

Continua in: Mangiare biodiversità (2); rivoluzione biologica

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