I ladri di galline si sono specializzati e ormai svaligiano non più solo i pollai, ma le aziende di campagna con centinaia di milioni di euro di danni, con razzie che si moltiplicano da nord a sud dell’Italia. Gli agricoltori sono vittime di ogni genere di furti, dagli animali ai prodotti agricoli e attrezzature, un aumento esponenziale di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore aumentando l’insicurezza su vita e lavoro.

furto uin campagna Dai macchinari agricoli in Lombardia ed Emilia Romagna agli ulivi e agli asparagi della Puglia, dalle mimose della Liguria alle arnie in Campania e Lombardia, dai limoni della Sicilia fino ai vivai della Toscana: i predoni delle campagne non risparmiano niente e nessuno.

  Non si tratta più soltanto di semplici “ladri di polli”, ma di criminali, specializzati che mettono a segno incursioni che possono mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.  Gli agricoltori sono ormai costretti ad organizzarsi con ronde e servizi di vigilanza notturni ma che però non bastano: con il risultato che, con il ripetersi di questi fenomeni delittuosi, molti imprenditori si stanno scoraggiando e non denunciano più le razzie.furto in campagna

  Per combattere i furti nelle campagne sono entrate in gioco anche le nuove tecnologie, come l’installazione di sistemi Gps sui trattori e di impianti d’allarme collegati alla centrale dei Carabinieri o della Polizia. Anche le telecamere con visione notturna possono rappresentare un sistema utile da applicare.

 In taluni casi si rendono necessari servizi di scorta e sorveglianza organizzati dagli agricoltori stessi. In parallelo all’aumento della criminalità nelle campagne si è sviluppata una strategia di contrasto al fenomeno, con agricoltori organizzati sui social network per mettere in pratica i consigli dei Carabinieri o in gruppi di WhatsApp in cui scambiarsi informazioni e allertare gli iscritti in caso di presenze di auto o persone sospette. Una attività che si affianca a quella delle forze dell’ordine    impegnate nel pattugliamento delle zone rurali. 

  “La criminalità organizzata nelle campagne – commenta il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo –  incide a fondo nei beni e nella libertà delle persone perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale che ha condizioni di isolamento degli operatori. Occorre dunque di lavorare per il superamento della situazione di solitudine invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio anche con l’ausilio delle nuove tecnologie”.

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