La dieta giapponese è la migliore per perdere peso: dopo la mediterranea. Se state pensando ad una dieta salutare dopo la nostra dieta Mediterranea, sappiate che il particolare tipo di ingredienti e di cotture che si trovano in un ristorante giapponese, l’introito calorico è di modesta entità  e si presta bene per una dieta dimagrante. Le pietanze a base di riso ad elevato potere saziante, permettono di non eccedere con le quantità e, la presenza di pesce ricco in oligoelementi e acidi grassi polinsaturi, rende il pasto equilibrato e completo sotto il profilo nutrizionale.

 ristorante giapponese Nella dieta giapponese le verdure si trovano prevalentemente come fritture o come zuppe o antipasti anche di alghe. Come frutta, sono presenti nei piatti tipici (assieme alle alghe), la banana e l’ananas utilizzati anche per comporre dolci a base di frutta e creme. Numerose anche le pietanze a base di soia, come il miso, pasta di soia utilizzato per fare le zuppe o per insaporire i secondi, i germogli e la salsa di soia. Quest’ultima, però, troppo ricca di sale. Sushi, sashimi, nighiri di riso e salmone, porzioni di pesce, spesso accompagnati dalle alghe, (in particolare le alghe rosse, classe rodoficee), hanno un ottimo profilo nutrizionale, con carboidrati, lipidi, proteine, sodio, con poche calorie. Il contenuto di vitamina C delle alghe è più alto di quello delle arance (alimentipedia.sushi

  Con un apporto calorico quasi nullo, la dieta è ricca di oligoelementi come selenio, zinco, rame, manganese e taurina, elemento che aiuta a prevenire l’insorgenza di calcoli e a mantenere sotto controllo il colesterolo. Le calorie aumentano se alle varie forme di sushi e sashimi, si aggiungono  zuppe e primi o le fritture (tempura).

  Per le zuppe, i primi e le fritture si usa il brodo dashi un brodo di pesce preparato facendo bollire le alghe con il tonno secco e fermentato grattugiato (oggi esiste la versione istantanea). Le calorie di una zuppa di miso (pasta di soia) sono solo 70, con 5 g di proteine 2 g di grassi e 9 g di carboidrati, gli udon apportano invece per 100g 316 calorie, 8,3 g di proteine, 1,6 g di lipidi e 68 g di carboidrati.  Le tempure, pietanze formate da verdura o pesce in pastella di uovo acqua e farina fritte in olio di sesamo, apportano ovviamente molte più calorie; una tempura di 5 pezzi di verdure miste e gamberetti (100 g circa) apporta 300 Kcal, 10 g di proteine, 16g di lipidi e 26g di carboidrati.

  Poco più di un anno fa la dieta alimentare giapponese è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei beni culturali intangibili dell’umanità. Si tratta di una nuova categoria di beni che è stata formalmente identificata nel 2003 con l’adozione della Convenzione dell’UNESCO sulla salvaguardia del patrimonio culturale intangibile.

 

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