Curarsi con i limoni- Eccellenti quelli italiani.   II limone è certamente l’agrume più prezioso per l’uomo, più dell’arancia, del pompelmo, del mandarino, del cedro. Universalmente riconosciuto come antiscorbutico per eccellenza, antiartritico e antigottoso, antivelenifero, digestivo, può dare benefici come nessun altro frutto. E’ anche astringente, dissetante, rinfrescante e febbrifugo. Scioglie i calcoli renali e vescicali, è utile nelle afte, nelle gengiviti, nelle stomatiti e in altre in­fiammazioni.

curarsi con i limoni Anche nel passato il limone (Citrus Limonum) ha goduto di grande fama di medicamento e di contravveleno: ne hanno parlato Virgilio, Ateneo, Teofrasto, ma la sua diffusione ebbe un lungo periodo di silenzio sino a quando i Crociati, attorno al 1200, lo riportarono in Europa. Solo però in tempi relativamente recenti i medici furono d’accordo nel riconoscere al succo e alla scorza di limone tutte le loro proprietà medicinali.

 Fu Kemplerer, in Germania, il pri­mo a diffondere la cura del limone: ne vantò gli effetti benefici sul reumatismo arti­colare acuto e subacuto, osservando che le crisi dolorose ne venivano mitigate. Infatti, le crisi che avevano resistito alle più alte dosi di salicilato di soda, era l’unica medicina che, de­cenni fa aveva qualche possibilità di combattere questi mali. Della cura del limone, si fece una larga esperienza tra i soldati della guerra 1915-1918.

   L’azione benefica del limone è certamente dovuta al succo nel suo complesso e non al solo acido citrico o ai suoi preparati alcalini. Anche nelle malattie artritiche, il succo di limone agisce per la sua limoni di Amalfiricchezza di sali alcalini. Indiscussa è anche l’utilità del limone in molte forme di avitaminosi o malattie da carenza e nei processi infettivi a lungo decorso.  E’ un fatto noto che i marinai affetti da scorbuto, per la loro alimentazione priva o povera di vitamine, guariscono dalla malattia appena si ricorre all’uso del limone per combatterla.  La stessa cosa si può dire per lo scorbuto infantile, caratterizzato da anemia, emorragie sottomucose e sottocutanee e dall’arresto dell’accre­scimento. E’ sempre valido il consiglio di somministrare ai bambini allattati artificialmente, succo di limone anche come mezzo preventivo, tanto più che con un po’ di zucchero il bambino lo succhia avidamente.

Un in­signe medico, il prof. Viola, consigliava il limone come preventivo nelle calcolosi renali e vescicali e ne riaffermava l’utilità nel lin­fatismo e nel rachitismo dei bambini. Anche nell’uricemia e nella gotta, la somministrazione del limone ha dato sem­pre ottimi risultati

  La cura del limone prescritta per sciogliere «la ruggine» delle arterie, ma an­che nella prevenzione dell’arteriosclerosi, è molto semplice: il succo di due o tre limoni per dieci giorni di seguito, magari dolcificati con miele, alternati con altrettanti giorni di riposo. Cura per 15 giorni: comin­ciare col succo di 2 limoni per 2-3 volte al giorno. Se necessario, aumentare la dose fino a 6 limoni. Alcune ricette ne consigliano l’assunzione la mattina a digiuno. Ma la decisione rimane personale

 Si consiglia, al di fuori della cura vera e propria, dai 150 ai 200 gr. al giorno di succo di limone, ben maturo, a dosi frazionate, con poca acqua, consumato durante o dopo i pasti.  Questi i vantaggi: maggior attivazione della circolazione; diminuzione della pressione; riduzione dei grassi negli obesi; attivazione della peristalsi intestinale e della secrezione biliare; abbondante diuresi.

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