Sono aumentati di oltre il 5 per cento gli acquisti del miele nel carrello della spesa degli italiani sul valore degli acquisti nell’ultimo anno, ma volano anche le importazioni dall’estero con 2 barattoli su 3 che arrivano dall’estero nel 2017 per la drastica diminuzione della produzione di miele apiarioitaliano. Le pessime condizioni climatiche, hanno seriamente danneggiato la maggior parte degli alveari italiani che, nel 2017 hanno più che dimezzato la produzione che si è attestata sui 10 milioni di chili: uno dei risultati peggiori della storia dell’apicoltura moderna da almeno 35 anni. Le importazioni di miele, di conseguenza, sono aumentate superando i 23 milioni di chili con un aumento di quasi il 4% rispetto all’anno precedente.     Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 8 milioni e mezzo di chili e la Cina con quasi 3 milioni di chili, ma ai vertici per l’insicurezza alimentare.

  L’impatto dei cambiamenti climatici, rischia di azzerare la produzione di miele entro i prossimi cento anni rileva l’Università di Milano. Una prospettiva preoccupante apicoltori al lavoroconsiderato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. Albert Einstein sosteneva che “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo resterebbero pochi anni di vita”.  

  Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificarne con attenzione l’origine in etichetta, oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole italiane, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica, della Coldiuretti.  La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente solo sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

 Il miele è uno degli alimenti multifunzionali che si possono trovare in natura: può essere usato per i dolci, per i condimenti, per le bevande, per le tisane e come aiuto contro i mali di stagione, ma anche come componente di creme di bellezza per la pelle e per gli impacchi nutrienti per i capelli. Il miele ha proprietà antibatteriche e anti infiammatorie, ma è anche un energizzante naturale che può essere usato nelle escursioni in montagna o prima di una gara sportiva o di un allenamento, grazie anche alla sua alta digeribilità.

  In Italia esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (tra i più diffusi e completi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata (il più raro), fino ai mieli da piante aromatiche come lavanda, timo e rosmarino.

  Nelle campagne italiane ci sono circa 1,2 milioni gli alveari curati da 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un valore stimato in  più di 2 miliardi di euro per l’attività di impollinazione alle coltivazioni.

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