ROMA –Torna a crescere la fame nel mondo: dopo avere segnato un costante declino da oltre 10 anni, nel 2016 ha colpito 815 milioni di persone; le crisi alimentari e umanitarie si stanno espandendo e intensificando. Porre termine ai conflitti – una delle principali cause di fame e shock climatici – può ridurre i costi dell’assistenza alimentare fino al 50 per cento, ogni anno. Un nuovo rapporto dell’agenzia ONU World Food Programme (WFP), World Food Assistance: Preventing Food Crises, prende in esame queste crisi, le loro cause, viveri per affamaticosa determina la loro ampiezza e come possono essere prevenute. Il rapporto ha rilevato che i 38 milioni di affamati in piu’ nel 2016 sul 2015 “si devono in gran parte alla proliferazione di conflitti violenti e agli shock climatici“. Si segnalano inoltre varie forme di malnutrizione che riguardano milioni di bimbi”.

  Tra i punti più importanti presentati nel rapporto, c’è l’enorme quantità di fondi per coprire i costi dell’assistenza umanitaria che potrebbero essere risparmiati con azioni preventive.  Un punto percentuale di aumento donna affamatanel livello di pace e stabilità, nelle misurazioni della Banca Mondiale, conosciute come Index of Political Stability and Absence of Violence, può far risparmiare circa 3 miliardi di dollari (base dati del 2016). In termini pratici, significherebbe che, per esempio, in Siria, il WFP risparmierebbe 300 milioni di dollari all’anno, in Yemen sarebbero 205 milioni di dollari e in Somalia 85 milioni di dollari.

   “È fondamentale porre fine ai conflitti”, ha detto il Capo dei Sistemi Alimentari del WFP, Steven Omamo, che ha ideato il rapporto. “Tuttavia, per prevenire le crisi alimentari c’è anche bisogno di investimenti a lungo termine nell’istruzione e nelle infrastrutture oltre che di crescita economica. Aumenti del reddito pro-capite aiutano i paesi a limitare l’entità delle crisi alimentari, mentre anche i paesi a basso reddito possono prevenire le crisi con questi investimenti”.

   “Se il mondo riesce a trovare una soluzione alle cause delle crisi alimentari – non solo i conflitti ma shock climatici, fame cronica e malnutrizione, sistemi alimentari fallaci e malfunzionanti e strutture politiche, sociali ed economiche imperfette – le spese annuali del WFP in assistenza alimentare si ridurrebbero di oltre 5 miliardi di dollari. In altre paole, non ci sarebbe più, virtualmente, la necessità di assistenza alimentare e i fondi risparmiati potrebbero essere usati per iniziative di sviluppo a lungo termine al fine di migliorare la vita dei più vulnerabili”. 

  Il World Food Programme delle Nazioni Unite – salva le vite nelle emergenze e trasforma le vite di milioni di persone attraverso lo sviluppo sostenibile. Il WFP lavora in oltre 80 paesi nel mondo, sfamando le persone colpite da conflitti e disastri naturali e gettando le basi per un futuro migliore.  Seguici su Twitter: @wfp_it

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