Questo accade a causa del nostro bisogno di consumare tutto velocemente:  colture intensive, manipolazione genetica e lavorazioni industriali irrispettose hanno reso la nostra dieta quotidiana poco adatta a soddisfare le esigenze dell’organismo. Anche le più “semplici” lavorazioni industriali depauperano ulteriormente alimenti già poco ricchi in partenza: la pastorizzazione, ad esempio, abbatte la carica batterica, ma priva un prodotto della sua naturale attività. La raffinazione separa elementi nutritivi attivi dal resto dell’alimento: per esempio, il riso brillato risulta povero (o del tutto privo) di fibre, vitamine e minerali.

Velocità, omogeneità,  trattamenti elaborati per esigenze commercialiFunctional food algoodfood

      Gli alimenti vengono manipolati per rispondere, appunto, a un’esigenza di velocità, ma anche di commerciabilità: un prodotto in grado di resistere a lungo nonostante trasporti, refrigerazioni, permanenza sul punto vendita e nelle case dei consumatori, vincerà sempre rispetto a un prodotto più naturale e fragile. Allo stesso modo, un prodotto dall’aspetto seriale, che si adatti nella forma e nell’aspetto alle esigenze di vendita, avrà sempre più “valore” rispetto a un prodotto non omogeneo, non standardizzato e più difficilmente gestibile.   Lo scopo di un processo così elaborato è quello di saziare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile, ma saziare è molto diverso da nutrire.

       Frutta e verdura sono disponibili fuori stagione, ma tendono a perdere le loro proprietà perché non crescono secondo i ritmi della natura, non hanno tempo di assorbire so­stanze nutritive dal terreno, sempre più sfruttato e quindi impoverito a sua volta. Questi prodotti, refrigerati e trasportati in tutto il mondo, vengono consumati troppo acerbi o troppo maturi, resi appetibili e “perfetti” attraverso trattamenti piuttosto aggressivi. La manipolazione genetica e i trattamenti anti-parassitari permettono di ottenere piante sempre più forti e resistenti all’attacco di batteri i quali si fortificano a loro volta, richie­dendo l’utilizzo di prodotti sempre più aggressivi e innescando un circolo vizioso che penalizza anche l’uomo.

Lo scarso nutrimento: un prezzo che i consumatori sono costretti a  pagare

       Negli ultimi anni i consumatori, consapevoli di queste tendenze, hanno iniziato a chiedere qualcosa di più: un ritorno al nutrimento nel senso più alto del termine, senza rinun­ciare alla praticità che risulta fondamentale nei tempi moderni. Il mercato degli integratori continua a rappresentare un trend in crescita, tendenza che risulterebbe ancora più significativa qualora avesse un appeal più alimentare e meno farmaceutico.

Functional food, diversi (e migliori) per natura

  Functional foo: con elementi integratori    I Functional Food si dividono in due tipologie: cibi le cui attività naturali sono salvaguardate e potenziate dallo stesso principio attivo già presente (come, -ad esempio- gli spinaci arricchiti con ferro o l’ananas potenziato con il prezioso enzima Bromelina per aiutare a combattere gli accumuli sottocutanei);   alimenti le cui attività naturali, oltre a essere salvaguardate, vengono potenziate da principi nobili derivanti da altre fonti alimentari (per esempio il latte con calcio e OmegaS, oppure l’arancia con Vitamina C, Echinacea e Zinco per stimolare le difese, immunitarie.

Una preziosa buona abitudine finalmente accessibile

       I Functional Food rappresentano il futuro della nutrizione perché soddisfano il consumatore: in un solo gesto introduce nutrimento, appaga il gusto, ritrova l’efficacia trattante della natura, il tutto senza rinunciare alle abitudini moderne. Il Functional Food è una versione più tecnologica dello Slow-Food: l’uomo si riappropria del suo tempo inteso anche come maturazione, con la possibilità di alimentarsi attraverso prodotti gustosi e realmente efficaci.

Carlo Deiucca Direttore tecnico azienda produttrice integratori alimentari e cosmetici naturali

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