alghe marineAlghe: super-cibo dai mondi sommersi.  Arrivate in sordina insieme al riso integrale, al tofu, al seitan, e ad altri alimenti tipici della dieta macrobiotica, le alghe stanno ritagliando uno spa­zio anche nelle nostre tavole, non senza qualche difficoltà. A frenare una loro più larga affermazione è soprattutto la scarsa conoscenza della materia prima.

  Le alghe alimentari, sono di vari tipi dispo­nibili in varie forme, sapori e consistenze. Con proprietà nutrizionali anche differenti. Quindi, non facciamo di tutt’alga un fascio: c’è alga e alga! Una prima classificazione generale, che fu fatta sulla base del colore, ci fornisce già ben dieci divi­sioni (alghe brune o, scientifi­camente Pheophyta, alghe az­zurre, alghe verdi, rosse, gialle ecc.). Segue poi una lunga e complessa articolazione in classi, ordini, famiglie, genere e specie, che ov­viamente vi risparmiamo, ma che dà l’idea della molteplicità della presenza di alghe nei mari… e suggerisce l’idea che è meglio leggere l’etichetta della confezione prima di acquistare una generica “Alga marina”! Questa grande varietà fa sì che le alghe abbiano utilizzazioni diverse; sia in cucina (specie in Giappone) e da millenni, sia nella far­macopea tradizionale Cinese.

  Rimanendo per ora alle alghe alimentari, ricordiamo che queste “verdure di mare” sono alga in insalataottime non solo per il sapore marino in grado di speziare e profumare paste, zuppe, fritti e minestre, ma anche per l’apporto di nutrienti. Le alghe sono una vera bomba di iodio, calcio, potassio, magnesio e ferro – a grassi zero! -, tanto che sono considerate dei super-foods”, ovvero una specie di cibo da mangiare regolarmente oppure ogni tanto in piccole quantità per fare il pieno di tutti i nutrienti principali che servono all’organismo per funzionare bene. Le alghe aiutano a regolare il metabolismo e sono utilissime nelle diete: chi le ha provate sa che danno una sensazione di sazietà ed energia che durano per tutta la giornata. 

Sopra alghe hiziki in insalata con cetriolini

  Ma: quali alghe? I tipi di alghe più diffusi sono le le alghe nori, le agar agar, le alghe arame, le alghe dulse, le alghe hiziki (o hijiki), le alghe kelp, le alghe kombu, e le alghe wakame, spirulina, Klamath. Tutte sono ricche di vitamine A, B, C, D, E e K, oltre che di proteine. Per cucinarle, ne bastano pochi grammi.

 alghe in una insalata verde Tutte queste alghe possono essere trovate in forma disidratata nei negozi di macrobiotica, nelle erboristerie, nei supermercati biologici e negli alimentari asiatici (sia cinesi che giapponesi). Le alghe, infatti, sono un alimento tipico della cucina giapponese, e lo saprete di sicuro se vi piacciono il sushi o le famose bento box giapponesi. Per cucinarle basta veramente poco. Una manciata di pochi grammi, che va solitamente reidratata mettendola a mollo per una decina di minuti prima di cucinarla. Vedrete come è sorprendente vedere le alghe che appena vengono messe in acqua riacquistano il loro aspetto carnoso e vivo, tant’è che si espandono di almeno 3 o 4 volte il loro volume (tenetelo presente quando scegliete la ciotola o il recipiente in cui metterle)!

SWEETTALK. Una recente ricerca dell’Istituto di Nutraceutica della Lavai University in Canada re­alizzata con un gruppo di controllo che ha assunto placebo, ha indagato l’effetto dell’as­sunzione di alghe brune, in particolare Asco-phyllum nodosum e Fucus vesiculosus sulla glicemia a seguito dell’assunzione di carboi­drati semplici (zuccheri) in persone tra i 19 e i 59 anni. Secondo lo studio l’assunzione di alghe permetteva di smorzare i picchi della concentrazione di insulina nel sangue, che solitamente avviene dopo un pasto (specie ricco di carboidrati). L’effetto era del tutto analogo per uomini e donne. Ciò suggerisce un beneficio dell’assunzione di queste alghe nelle condizioni di insulino-resistenza, cioè di tendenza al diabete senile: quello di tipo B

continua in: Alghe (2): quali alghe e dove comperarle

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