24_01NUOVA10Da tempo si comprano e si leggono sempre meno libri. Uno dei problemi è anche quello “dove li metto dopo che ho finito di leggerli?” Anche perché le case sono sempre meno adatte ad ospitare biblioteche, poi i libri vanno spolverati, e invecchiano: anche loro. Oggi ci si può tranquillamente indirizzare verso il libro digitale. Secondo gli oltranzisti del libro digitale, l’e-book è destinato a svuotare gli scaffali delle biblioteche pubbliche e private dai vecchi libri cartacei. I più cauti, ossia le società di analisi dei mercati dell’editoria come la Bain&Co., rivelano che nel 2015 l’e-book passerà negli Stati Uniti da una quota di mercato del 4% al 27%.

Difficile pensare dunque che in Italia, si assista a un rapido prosciugamento del mercato librario cartaceo. È però vero che l’e-book di frecce al proprio arco ne ha da scagliare e in tempi di spending review, ed anche la pubblica amministrazione se ne sta accorgendo. La biblioteca civica di un paesino del bergamasco, Ranica, ha deciso di acquistare tre e-reader su cui si leggono libri digitali come il Kindle o l’Ibs e Kobo. A fronte di una spesa che non supera i 400 euro, la biblioteca si è assicurata, potenzialmente, la lettura di oltre 1.600 mila titoli virtuali.

Si apre alle biblioteche la possibilità di ‘sdoganarsi’ dal cartaceo e concentrarsi sull’acquisto di volumi di pregio o introvabili in digitale. Inoltre, la lettura di un libro digitale è agevolata dalla possibilità di ingrandire a piacere i caratteri e dal peso ridottissimo dell’e-reader. Il prezzo, almeno 100 euro, è facilmente ammortizzabile grazie al catalogo di volumi classici del tutto gratuito.

Diverse inversioni di rotta fanno capire come l’ostracismo dell’editoria verso l’e-book si stia lentamente, e forse inesorabilmente, sfaldando. Gli esempi non mancano. La Rizzoli con un’interessante strategia di vendita, ha deciso di pubblicare il libro ‘Un anno senza Steve Jobs’ prima in formato digitale e poi cartaceo, in abbonamento con il ‘Corriere della Sera’.

Nel caso dei quotidiani, del resto, sono sempre di più le persone che leggeranno il giornale sul proprio tablet grazie a campagne di abbonamento digitale aggressive ed economiche degli editori.

Anna Vaccarelli, Istituto di informatica e telematica, Pisa,

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